Gambettola a Pizzighettone 2007

Da "Corriere Cesenate", 16 novembre 2007:

L’amicizia, un frutto di Loreto
I giovani ricambiano la visita ai coetanei della diocesi di Cremona

Insieme per condividere il Vangelo.
Nove giovani della parrocchia di Gambettola, dall’1 al 4 novembre, sono stati ospitati presso le famiglie di Pizzighettone, della diocesi di Cremona.

Il gemellaggio delle due parrocchie è iniziato a fine agosto, in occasione dell’incontro dei giovani con il papa quando le famiglie gambettolesi hanno risposto con calore alla richiesta di ospitare i giovani di altre diocesi, per qualche giorno prima della partenza per Loreto.

Qualche settimana dopo questi eventi, i nove di Gambettola sono partiti alla volta di Pizzighettone con il cuore pieno di curiosità nei confronti di questa inconsueta esperienza, nata con l’unico scopo di incontrarsi e coltivare un’amicizia speciale.

Le famiglie ospitanti, in nome di una fratellanza spirituale in Cristo, hanno spalancato le loro porte e hanno aperto le braccia ai nuovi arrivati e, con tante attenzioni e disponibilità sincera, visibile attraverso i gesti del quotidiano, hanno regalato il calore di famiglia ad ogni ospitato.

Non sono stati solo quattro giorni di vacanza, ma quattro giorni di confronto con giovani che vivono altre realtà, come quella forte dell’oratorio, ben radicata nel loro contesto sociale.

Questo gemellaggio, nato un po’ per gioco un po’ per non voler dire addio a persone incontrate per pochi giorni, ma già significative, si è rivelato il più bel frutto che l’esperienza di Loreto ha fin’ora prodotto ovvero un segno tangibile dell’universalità della Chiesa e della gioia che si riceve nel vivere il Vangelo.

Vorrei ringraziare don Antonio che si è messo a disposizione completamente, senza riserve; vorrei ringraziare le famiglie che hanno offerto un letto confortevole e caldo, cibo preparato con amore e che hanno regalato a ciascuno il proprio essere famiglia; vorrei ringraziare Stefano (mi sembra giusto citare il nome anche se non per tutti sarà significativo) che ha preso alcuni giorni di ferie per stare con gli ospiti; grazie ai ragazzi che per accogliere hanno dovuto cedere il loro letto, grazie a chi ha semplicemente detto “si, ci sto”.

E in ultimo, ma non ultimo, grazie a Gesù che ci ha voluti insieme nel suo nome a sperimentare la bellezza del dare e del ricevere, del mettere in discussione l’io per aprirsi al Tu.

Usciamo fortificati da questa esperienza poiché è grazie all’altro che si riscopre la propria identità ed è grazie ai momenti come questi di donazione reciproca che si sperimenta la vita dei testimoni di Cristo.

Concludo con la speranza che ciascuno porti nella propria vita la gioia dei momenti vissuti e il ricordo della gratuità con cui siamo stati accolti, affinché diventi il segno distintivo del nostro comportarci reciproco: “gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”.

Chiara Pascucci

 

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